Massaggiatori abusivi: attenzione a chi non possiede le qualifiche

Un articolo di Confestetica parla e affronta un tema molto spinoso e importante per le estetiste. Non è una novità che la professionalità dell’estetista venga troppo spesso messa in discussione e minata dal mercato del lavoro abusivo che, è riuscito a “guadagnare” un’altra figura, quella dello pseudo massaggiatore. Questa figura che si spaccia per massaggiatore del benessere/olistico, nonostante sia munito di ricevute, esercita una professione che non è consentito a svolgere secondo la legge.

È importante sapere che, la legge in materia di massaggio sul corpo umano, può essere eseguito solo da due figure professionali e quindi riconosciute e abilitate per legge: l’estetista e il fisioterapista.

Queste due figure hanno l’obbligo di seguire percorsi formativi specifici e si trovano a dover rispettare modalità precise di esercizio della professione.

Chi non è in possesso di uno di questi titoli, non è abilitato alla professione e non possono, per legge, essere considerati massaggiatori ma, persone che esercitano abusivamente una professione non essendo abilitati a farlo.

Questa mancanza di abilitazione arreca un danno sia alla categoria dei professionisti che a quella dei consumatori.


Il problema del Massaggiatore abusivo sta avendo un peso non indifferente in quanto, le Regioni, legiferano in modo incostituzionale, appoggiate da enti di formazione di dubbia qualità, rendendoli liberi di promuovere “corsi di formazione” atti a creare “esperti” che non possiedono né la qualifica di estetista, né quella di fisioterapista e che non saprebbero dove mettere le mani.

Essendo la salute di primaria importanza ci troviamo di fronte una figura professionale non riconosciuta e quindi illegittima, dannosa e abusiva.

Attenzione quindi alle figure abusive e non sono riconosciute. Sul sito di Confestetica si mette in guardia da “chiunque vi mette le mani sul corpo umano, soprattutto se dice di esercitare ai sensi della L. 4/2103 – che non è la legge dei massaggiatori, quella è la legge per le professioni intellettuali non regolamentate.”

Prima di farvi fare un messaggio chiedete sempre se si è estetista o fisioterapista. Nel caso in cui la persona non abbia una delle due qualifiche non fatela procedere con il trattamento.

Oltre ad un possibile rischio ricordate che si tratta di abusivismo.

Il business che si è creato attorno a queste figure è molto più ampio di quanto ci si aspetti, arrecando danni a chi esercita legalmente e soprattutto non facendosi carico della salute e della qualità dei servizi offerti al consumatore finale.

La Corte Costituzionale si è espressa in materia, affermando che, “la potestà legislativa regionale nella materia concorrente delle PROFESSIONI bio-naturali deve rispettare il principio secondo cui l’individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, ALLO STATO E NON ALLE REGIONI”.

In poche parole, è lo Stato Italiano che individua le nuove professioni e non possono essere individuate e legittimate, né dalle circolari dei vari Ministeri, né dalle Regioni, né dagli enti di formazione, né tanto meno dalle associazioni di categoria, ma solo ed esclusivamente dallo STATO ITALIANO.

Quindi, il massaggio estetico e del benessere viene regolamentato dalla legge n.1 del 4 gennaio 1990. Il resto è abusivismo.

Spesso, i massaggiatori privi di titolo e di abilitazione professionale, vogliono far credere di essere legittimati e abilitati ad esercitare la professione basandosi su questi 3 elementi:

A. Una legge regionale che in modo illegittimo avrebbe inventato una nuova professione illegittima, gli “Operatori del Benessere”.

B. Una legge del 14 gennaio 2013 n. 4 sulle professioni intellettuali non riconosciute che non ha alcun fondamento dato che il “massaggiatore” è una professione riconosciuta e non svolge alcun tipo di lavoro intellettuale.

C. Una sentenza del consiglio di stato del 6 luglio 2016, n. 3378 che dice che non è di pertinenza dell’estetista il massaggio terapeutico “TUINA”.

Molti pseudo massaggiatori, forti di questi 3 fallaci elementi e convinti del fatto che basta avere una partita IVA per essere abilitati alla professione a norma di legge operano tranquilli e indisturbati, con una preparazione pratica di poche ore e una dubbia conoscenza del corpo umano.

Ultimamente, visto che il business dei massaggi pare funzionare, alcuni enti di formazione hanno rispolverato un Regio Decreto del 1928 che prevede la figura sanitaria dell’infermiere massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti balneari, in pratica una figura che oggi non esiste più, ma che per il solo fatto che nel R.D. c’è scritta la parola magica “massaggiatore”, vorrebbero farci credere che questa figura può eseguire massaggi.


La realtà è un’altra, qualora questa legge del 1928, con tanta fantasia si potesse anche attuare, c’è da precisare quanto è scritto nel R.D. stesso che dice: “Soltanto sotto il controllo del medico curante è consentito agli INFERMIERI di praticare: … massaggi e manovre meccaniche su organi e tessuti del corpo umano”

“Su prescrizione del medico curante, gli INFERMIERI possono eseguire le seguenti operazioni: applicare bendaggi, impacchi, cataplasmi, vescicanti, mignatte e coppette semplici, eseguire frizioni, praticare lavande rettali e vaginali”

 “È vietato agli esercenti i mestieri di MANICURE e PEDICURE di compiere qualsiasi atto o prestazione che, esorbitando dalla cura puramente estetica della mano e del piede, rientri fra gli atti propri della professione di MEDICO CHIRURGO.

I trasgressori saranno puniti con le pene previste dalla legge pel reato di esercizio abusivo di professione sanitaria.

Noi di GM Formazione Estetica, in totale accordo con l’articolo di Confestetica, invitiamo tutte le persone a porre una particolare attenzione alla qualità e alla professionalità prima di “gettarsi” tra le mani di abusivi privi di una delle due qualifiche citate sopra.

Vuoi diventare estetista? Il nostro Ente di Formazione certificato dalla Regione Lazio offre Biennio e Triennio con abilitazione alla professione.

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